Rete Natura 2000

Le aree che compongono la rete Natura 2000 non sono riserve rigidamente protette dove le attività umane sono escluse;

la Direttiva Habitat intende garantire la protezione della natura tenendo anche “conto delle esigenze economiche, sociali e culturali,
nonché delle particolarità regionali e locali” (Art. 2). Soggetti privati possono essere proprietari dei siti Natura 2000,
assicurandone una gestione sostenibile sia dal punto di vista ecologico che economico.

La Direttiva riconosce il valore di tutte quelle aree nelle quali la secolare presenza
dell’uomo
e delle sue attività tradizionali ha permesso il mantenimento di un equilibrio tra attività antropiche e natura.
Alle aree agricole, per esempio, sono legate numerose specie animali e vegetali ormai rare e minacciate per la cui sopravvivenza
è necessaria la prosecuzione e la valorizzazione delle attività tradizionali, come il pascolo o l’agricoltura non intensiva.
Nello stesso titolo della Direttiva viene specificato l’obiettivo di conservare non solo gli habitat naturali ma anche quelli seminaturali

(come le aree ad agricoltura tradizionale, i boschi utilizzati, i pascoli, ecc.).Un altro elemento innovativo è il riconoscimento dell’importanza di alcuni elementi del paesaggio che svolgono un ruolo di connessione per la flora e la fauna selvatiche (art. 10). Gli Stati membri sono invitati a mantenere o all’occorrenza sviluppare tali elementi per migliorare la coerenza ecologica della rete Natura 2000.
molto interessante che ne dite? anche io sono stato affascinato da questa  tematica ,gran parte delle mie coltivazioni riproducono specie endemiche locali, quest ‘anno abbiamo piantato la patata viola (ormai in via d’estinzione), le sementi dei fagioli  sono quelle tradizionali, fra GLI alberi che si cerca di riprodurre maggiormente ,l’amarena ,le susine verdi (virdacchie) per un’agricoltura tradizionale con coltivazioni endemiche locali ,nei prossimi  anni vorrei coltivare altre piante endemiche come l’anice verde ,(aranzo) timo (riganiallu) già presenti nel fondo  .

fonte: ministero dell’ambiente

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