ASILO BOCCUTI

FOTO STORICHE DI BLOGOBUCCO,18699_498827073471955_1655614899_n

PAESINO DI MONTAGNA AI PIEDI DEL PNC .
ASILO BOCCUTI….HO RACCIMOLATO QUESTO TESTO ,PER PRESENTARVI LE MIE FOTO,FORSE PREFERIVATE UNA FAVOLA !MAGARI QUELLA DI PINOCCHIO.
Bisognava urgentemente provvedere all’educazione ed assistenza
di questi bambini… L’8 agosto 1919
venne costituito sotto la presidenza
dell’Arciprete don Basilio Parrilla e il patronato
di Elvira Boccuti un comitato di cittadini e sacerdoti,
per la realizzazione in Longobucco di un asilo infantile.
L’Arciprete Parrilla chiese a donna Elvira di mettere a disposizione
la sua spaziosa casa. La giovane Boccuti prontamente accettò la richiesta.
L’8 agosto 1920 fu inaugurato l’Asilo d’Infanzia, diretto fino al 1994 dalle
benemerite suore di Carità di S. Maria che tanto bene hanno fatto
in più di settanta anni, con il loro lavoro silenzioso in mezzo ai
205179_500029473351715_1551242300_npiccoli e alle giovani, con la loro testimonianza di carità e di sacrificio.
Tra i soci fondatori oltre ad Elvira Boccuti Presidente, il sacerdote
don Tommaso Mazza, l’Amministrazione Comunale, il Clero, 205486_204632579558074_2385130_n
la Congregazione di Carità,, la Congregazione del SS. Sacramento,
la Cassa Rurale,, la Società Operaia Tripoli, i cittadini.
L’Istituto si reggeva soprattutto grazie ai sussidi versati dallo stato
per gli orfani di guerra e grazie ad alcuni contributi comunali.
Nel 1920 frequentarono l’asilo 37 bambini e 50 bambine,
di cui 24 orfani di guerra. Il consiglio aveva pubblicato un apposito
manifesto per invitare i genitori a presentare domanda d’iscrizione,
con relativa quota di iscrizione di lire 3 e con facilitazioni per i meno206376_204633026224696_7615241_n
abbienti. Le suore rappresentarono un vero e proprio sommovimento religioso e
culturale con bimbi e bimbe che giocavano e cantavano insieme. Fu una suora,
suor Carmela a parlare per la prima volta di Azione Cattolica e nel 1932 venne
costituita ufficialmente ed ebbe come membri attivi
le bambine dell’asilo.
La signorina Boccuti ogni anno in estate visitava i suoi bambini.
Era sempre premurosa. Distribuiva regalini ai ragazzi e spesso
veniva in aiuto delle suore. Seguirono anni bui e difficili per
il neo asilo infantile, ma le attività dell’asilo non vennero mai interrotte
e le suore continuavano ad accogliere, bambini e ragazzi con l’assistenza
agli anziani.Durante la seconda guerra mondiale le suore nella loro opera
di misericordia non fecero mai mancare cibi caldi e conforto alla popolazione
disagiata. Nel 1953 suor Maria di Mater Spei, considerato che l’asilo non era
stato costituito in ente morale, decise di cedere direttamente
206976_204632529558079_5987769_nalle suore di carità la casa ed i rimanenti beni.
Ma tale ipotesi non si concretizzò mai, sino ad oggi.
Nel 1967 lasciava questo mondo all’età di 79 anni,
mirabile esempio ai posteri di generosità, di comprensione,
di umiltà, di fortezza e, pur afflitta da tante prove,
di grande fiducia in Dio, padre di tutti e datore di ogni bene…Elvira Boccuti.IL TESTO è STATO
TRATTO DAL SITO UFFICIALE DEL COMUNE DI  LONGOBUCCO……207164_204632786224720_6344811_n..L’INTERO EDIFICIO CON VISTA, SULLA PIAZZA PRINCIPALE DI LONGOBUCCO ,IL FAMOSO CAMPANARO DELLA WEBCAM! …ORA DIMORA DEL NEW PARROCO. ME NE STO ALLA LARGA DA OGNI COMMENTO PER NON SCATURIRE CRITICHE INOPPORTUNE VISTO CHE SONO UNO DEI POCHI CHE NON PARTECIPO AGLI EVENTI ECCLESIALI,MA HO ANCORA 5 O SEI FOTO STORICHE DA PUBBLICARE IL TESTO SULL’ASILO BOCCUTI, ORATORIO,DIMORA DEL NUOVO PARROCO DI LONGOBUCCO .QUINDI ALLUNGHIAMO IL BRODO CON UN Pò DI FUOCO DELLA…..

Una tradizione quelle delle
“Focarine” un po’ affievolita nell’era dell’informatica e delle tecnologie avveniristiche che hanno reso la vita moderna molto più confortevole e con poco spirito di iniziativa…

La focarina da sempre ha rappresentato per i longobucchesi momenti di grande allegria e di aggregazione sociale con la preparazione, rappresentata dalla raccolta delle“zucche” , cioè le radici degli alberi abbandonati nei boschi o la legna donata per l’occasione da ogni famiglia come simbolo di partecipazione alla grande festa. Le festività dell’Immacolata, 207331_204632872891378_2367292_nSanta Lucia, Natale, Capodanno ed Epifania da sempre contrassegnate dall’accensione di questi grandi falò che riunivano le famiglie di Longobucco per festeggiare insieme con gustosi banchetti, dolci serenate a ritmo di fisarmonica o di chitarra battente e bevendo un goccio di vino locale per non sentire più di tanto il freddo dell’inverno. Le “focarine” invogliano giovani e meno giovani ad allestire simili spettacoli di convivenza gioviale negli antichi borghi,permettendo di rinverdire questa vecchia e bella tradizione tipicamente longobucchese.

Sicuramente la “focarina” più grande come dimensioni è quella allestita davanti la Chiesa Matrice (foto)in pieno centro storico del paese che come tutti gli anni viene accesa la vigilia del Santo Natale a corredo del bellissimo albero natalizio posto nella centralissima piazza Matteotti, “u campanaru” dei longobucchesi. In piazza Monumento, nei monaci negli ultimi anni veniva allestita una “focarina” non meno importante sia come dimensioni e sia come significato,preparata con cura e passione dal signor Pierino Vennari ed i suoi amici , ex emigrante in Germania come tanti altri, realizzata con legna di quercia e leccio. Una focarina dal duplice significato, di dedica per un amico scomparso poco tempo fà, di monito per le generazioni future ad non abbandonare queste belle tradizioni che nelle notti di festa ancora una volta devono207571_204632986224700_6746054_n necessariamente accendere quel sogno dei bambini mai spento.ANCHE QUESTO TESTO è FINITO PRIMA DI AGGIUNGERE ,è DOVEROSO RICORDARE CHE LE FOTO STORICHE PUBBLICATE PROVENGONO DAL PROFILO FACEBOOK DI LONGOBUCCO……,ALTRO TESTO COPIATO DAL SITO UFFICIALE DEL COMUNE DI LONGOBUCCO IN CALABRIA PRECISAMENTE A BLOGOBUCCO IN AGRO DEL COMUNE DI LONGOBUCCO,SEMBRA UN GIOCO DI PAROLE MA A LA MIA GALLERIA DI FOTO STORICHE DI LONGOBUCCO……… MANCANO ALTRE 2 FOTO …..ALTRO TESTO

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Monumenti e centro storico
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Chiese e campanile. Ma il patrimonio monumentale di Longobucco è ben più vasto. innanzitutto, sono da osservare i magnifici palazzi che impreziosiscono in centro storico.Palazzo Citino e la sua affascinante facciata con le caratteristiche “Maschere”, in Piazza Matteotti, l’antica Piazza Grande su cui si affacciono altre sontuose residenze. 207589_204633006224698_2970634_nMolto interessante l’ampio arco di Palazzo De Capua-Forciniti. Ed ancora: Palazzo Mazza, in Largo Sfera; la classicheggiante terrazza di Palazzo Bruno; le bellissime dimore del XVII secolo diCorso Piazzetta e via Portacqua; Palazzo de Simone, in Piazzetta del Popolo; Palazzo Graziani, in largo Soprana e Palazzo Boccuti-Sommario. Di fronte a quest’ultimo, situato in via Portamarina(un tempo corso principale, per cui si accedeva alla porta che guardava il mare),208005_204633252891340_5200539_n è collocato un bellissimo Portale ad arco del XVIII sec., unica testimonianza di una vecchia villa. Nei pressi dela chiesa di Santa Maria maddalena è posto il Monumento dei caduti edificato nel 1923 con pietre del carso, inviate nel 1919 dal generale Pirillo. Interessante anche il convento dei Frati francescani con il suo chiostro, oggi sede del parco della Sila. I più curiosi possono avventurarsi fino a scoprire il Palazzo “e ri nivuri”, dei neri, dove tra il 1937 e il 1943 vennero ospitati alcuni confinati etiopici e proseguire fino all’antichissimo Rione “Burgo” (oggi via Borgo). A fianco l’ex convento dei frati Francescani in Via Roma è posta la statua di Padre Pio che insieme al monumento di San Domenico patrono della città in Corso C. Colombo sono opere del maestro T. Pirillo. Il rione San Domenico, nella parte alta, sorto attorno al vecchio convento domenicano in gran parte nel XIX secolo, offre caratteristiche architettoniche interessanti. In questo rione abitava l’imprendibile “RE della Montagna”, il capobrigante Domenico Strafaci, detto palma. Caratterizzano il centro storico di longobucco le tortuose “vinedde”, anguste viuzze che si intersecano e sovrappongono disordinatamente, sovente ostacolate dai “gafi”, le scale di accesso ai piani superiori, sopratutto nei quartieri più antichi (Mota, Terzuolo, Portacqua, Portamarina) il vero cuore storico dell’abitato. Fino agli inizi dell’800 il limite superiore dell’abitato era costituito, infatti, dall’odierna Piazza matteotti. Scendendo per via Motta, si arriva al “Casalino”, da dove si gode un otimo panorama sull’ampia valle del Trionto. Risalendo, sulla sinistra, via dei Santi.ASSOCIAZIONEAGRICOLAMULTIMEDYA…..LA REGGIOLA……WWW.REGGIOLA.COM

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