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UN video  IN RICORDO DEL portale di Longobucco ! effettivamente

20151111_144000Tutti Quei collegamento creano confusione .il il video Presenta i LINK del portale di Longobucco

.LA SILA  E’ “SULA”

IL TESTO A SEGUIRE NON è MIO è NEANCHE L’HO LETTO. TUTTI I DIRITTI SONO DEI RISPETTIVI AUTORI.

si può rappresentare con tre simboli:il brigante, il pino ed il lupo, che 20151112_133849rappresentano rispettivamente l’uomo bellicoso,la natura selvaggia, gli animali feroci. Popolazioni preistorichevivevanonelle capanneenellegrotte scavatenelcalcare(tipico esempioèCampana),usavano ipesi perle retida pescanei fiumie nelle paludi(lago Cecita),producevano ceramicae soprattuttoadoperavano armiconpunte dipietra per la caccia, come lance con il propulsore, lame di ossidiana pertagliare la carneed enormiasce di bronzopertagliaregli alberi(TimparellodeiLadri sul lago Ampollino, nei pressi di Cotronei). Le popolazioni indigene della Sila, 20151101_093556LASILA sipuò rappresentarecontre simboli:il brigante, il pino ed il lupo, che rappresentano rispettivamente l’uomo bellicoso,la natura selvaggia, gli animali feroci. Popolazioni preistorichevivevanonelle capanneenellegrotte scavatenelcalcare(tipico esempioèCampana),usavano ipesi perle retida pescanei fiumie nelle paludi(lago Cecita),producevano ceramicae soprattuttoadoperavano armiconpunte dipietra per la caccia, come lance con il propulsore, lame di ossidiana pertagliare la carneed enormiasce di bronzopertagliaregli alberi(TimparellodeiLadri sul lago Ampollino, nei pressi di Cotronei). Le popolazioni indigene della Sila, commerciavano legname e pece con tutto il Mediterraneo, infattila PixBrettia(la pecebrettia)è citatacome esempio proverbiale di materianera ed appiccicosa già in un frammento di una commedia di Aristofane delV sec.a.C. IcoloniGreci dellacosta jonicavenivano atagliare leforeste per lacostruzione delleloro navi;così i Romani, appena conquistato il Bruttium, misero le mani sul legname della Sila. Nacque in quelperiodo il significato tradizionaledel toponimo Sila,proveniente dal temaosco-latino Silva,che significa bosco. In realtà “Sila” è una parola paleomediterranea, antichissima linguadi substrato alla qualesi sono mescolatepoi le altre, che significa “canale in cui scorre l’acqua”.20151111_143905 Loprova iltema originarioSIL/ZILche trovariscontri inoltrecento toponimidi tuttal’areamediterranea, acominciare dalfiumeSele inCampania(anticoSeileinosco eSilarusinlatino)al fiumeSile inVeneto; dalfiumeSila inRomania allago Sillara nell’Appennino parmense o al fiume Sile in Inghilterra, solo per citarne alcuni. Sila significa, dunque, “zona ricca di canali d’acqua”. Ma l’altopiano silanononera solola foresta,illegno, eraanche un’immensa riserva di caccia per la sua straordinaria fauna.Inepoca preistoricac’eranoglielefanti,gli orsidellecaverne, grandi bovidi e cervi con enormi corna, come testimonia un’antichissima zappa di corno di cervo conservata a Tiriolo. NelMedioevo l’animalepiù famosoe ricercatodella Silaera, invece, loscoiattolo, losciuris meridionalis,per lasua pregiatissima 20151111_143844pelle.Specie presente soloin Sila,alla fine del1300 era ricercatissimo in tuttaEuropa: infatti i cappellanidi Francia avevano diritto ad una mozzetta di scoiattolo di Calabria, foderata con la pelle della schiena del vaio. Inuntestomedievale silegge:«Gliischeruoli(scoiattoli) calabri trovavano un buon mercato a Pisa e a Siena, dove secondoAntoniodaUzzano, venivanovalutatiildoppiodegli altri». Nella “Descrizione del Regno di Napoli”del 1601 di ScipioneMazzella, èfattaunasommaria descrizionedellafauna calabrese: «In tutta la regione si fa bella e varia cacciagione di animali, di lepri, di volpi, d’hestrici, di daine, di marmotte,e dighiri;d’animali rapacivisono lupi,orsie lupicervieri(linci),i qualisonod’acutavistaedhanno lepartidi dietro macchiate di vari colori.Questi lupi furono condottida GalliainRoma neigiuochidi PompeoMagno, e dicono i cacciatori, 20151111_104738questoanimale essere di sì poca memoria,chebenchémangi confame,sesiguarda indietrononsi ricordapiùdelcibo, epartendosicerca dell’altro. D’animali mezze fiere vi sono Rupicapre, Ibici, Orige, cioè capre selvatichcommerciavano legname e pece con tutto il Mediterraneo, infattila PixBrettia(la pecebrettia)è citatacome esempio proverbiale di materianera ed appiccicosa già in un frammento di una commedia di Aristofane delV sec.a.C. IcoloniGreci dellacosta 20151111_143837jonicavenivano atagliare leforeste per lacostruzione delleloro navi;così i Romani, appena conquistato il Bruttium, misero le mani sul legname della Sila. Nacque in quelperiodo il significato tradizionaledel toponimo Sila,proveniente dal temaosco-latino Silva,che significa bosco. In realtà “Sila” è una parola paleomediterranea, antichissima linguadi substrato alla qualesi sono mescolatepoi le altre, che significa “canale in cui scorre l’acqua”. Loprova iltema originarioSIL/ZILche20151111_143823 trovariscontri inoltrecento toponimidi tuttal’areamediterranea, acominciare dalfiumeSele inCampania(anticoSeileinosco eSilarusinlatino)al fiumeSile inVeneto; dalfiumeSila inRomania allago Sillara nell’Appennino parmense o al fiume Sile in Inghilterra, solo per citarne alcuni. Sila significa, dunque, “zona ricca di canali d’acqua”. Ma l’altopiano silanononera solola foresta,illegno, eraanche un’immensa riserva di caccia per la sua straordinaria fauna.Inepoca preistoricac’eranoglielefanti,gli 20151110_124625orsidellecaverne, grandi bovidi e cervi con enormi corna, come testimonia un’antichissima zappa di corno di cervo conservata a Tiriolo. NelMedioevo l’animalepiù famosoe ricercatodella Silaera, invece, loscoiattolo, losciuris meridionalis,per lasua pregiatissima pelle.Specie presente soloin Sila,alla fine del1300 era ricercatissimo in tuttaEuropa: infatti i cappellanidi Francia avevano diritto ad una mozzetta di scoiattolo di Calabria, foderata con la pelle della schiena del vaio. Inuntestomedievale silegge:«Gliischeruoli(scoiattoli) calabri trovavano un buon mercato a Pisa e a Siena, dove secondoAntoniodaUzzano, venivanovalutatiildoppiodegli altri». 20151111_104720Nella “Descrizione del Regno di Napoli”del 1601 di ScipioneMazzella, èfattaunasommaria descrizionedellafauna calabrese: «In tutta la20151109_162825 regione si fa bella e varia cacciagione di animali, di lepri, di volpi, d’hestrici, di daine, di marmotte,e dighiri;d’animali rapacivisono lupi,orsie lupicervieri(linci),i
qualisonod’acutavistaedhanno lepartidi dietro macchiate di vari colori.Questi lupi furono condottida GalliainRoma neigiuochidi PompeoMagno, e dicono i cacciatori, questoanimale essere di sì poca memoria,chebenchémangi confame,sesiguarda indietrononsi ricordapiùdelcibo, epartendosicerca dell’altro. D’animali mezze fiere vi sono Rupicapre, Ibici, Orige, cioè capre selvatich

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