LAVANDA

LA LAVANDA -MOLTIPLICAZIONE

Per quanto riguarda la moltiplicazione della lavanda, il metodo più efficace e più utilizzato e la talea. Alla fine dell’estate, terminata la fioritura delle piante di lavanda, preleviamo dalla pianta delle talee di 10-15 cm con almeno 3-5 foglie. Il taglio della talea deve essere netto con un coltello o con delle forbici affilate per evitare sfilacciamenti del fusto al livello del taglio. Per facilitare il radicamento della talea è opportuno utilizzare della polvere radicante, una sostanza polverulenta che facilita l’emissione di nuove radici da parte della talea.
Il substrato ideale per la coltivazione della talea è un mix di torba e sabbia grossolana. Nelle prime fasi dopo l’interrimento della tale è utile coprire la futura piantina con un foglio di plastica trasparente (una specie di cappuccio che ricopre la pianta), ricordandosi di tenere ilNDAa terreno umido fino a quando no compaiono i primi germogli. L’emissione di nuovi germogli è il segnale inequivocabile che la nostra talea ha radicato.
Per quanto riguarda infine la tua lavanda nello specifico, se al mese di giugno è ancora secca molto probabilmente questa pianta è morta e quindi ti consigliamo di sostituirla comprandone una nuova. Il periodo nel quale si deve potare la lavanda, per stimolare l’emissione di nuovi fusti ed eliminare la parte seccata durante l’inverno, è marzo-aprile.

fonte:

Propagazione lavanda
http://www.giardinaggio.net/giardino/domande-e-risposte-giardino/moltiplicazione-lavanda.asp#ixzz3xbfDxVSa
Moltiplicazione lavanda –
Domande e risposte giardino –
La talea è un metodo di propagazione,
eseguibile in diversi modi,
che consiste nel fare radicare un
pezzo di pianta tagliato ed asportato dalla pianta madre.
Possiamo individuare quattro tipologie di talea: talee erbacee,
talee semilegnose, talee legnose e talee di foglia.
A seconda del tipo di talea il metodo cambia e nel caso delle talee
semilegnose possiamo dire che si praticano in estate prelevando
porzioni di ramo giovani,
in parte già lignificate, tagliando appena al di sotto di un nodo.
Si distinguono talee semilegnose apicali,
eseguite asportando la cima di un ramo,
e talee semilegnose di fusto,
eseguite prelevando una porzione di fusto contenente diversi nodi.
Quest’ultime solitamente sono lunghe una decina di centimetri
e vanno interrate per qualche centimetro,
se è possibile inserendo nel terreno almeno un nodo,
dal quale si svilupperanno poi radici.
Se ha eseguito correttamente tutti i passaggi della propagazione per talea,
i problemi potrebbero essere altri.
Per risolvere la questione potrebbe provare ad aggiungere
nel composto di radicazione della talea un po’ di sabbia assieme al terriccio.
La lavanda è infatti una pianta più sensibile di altre al ristagno
idrico e con un po’ di sabbia in più si può eliminare questo problema.
Altri accorgimenti che può tenere per le sue talee possono essere
l’utilizzo di ormoni radicali e la coltivazione in letto caldo.
L’utilizzo di ormoni radicali, prodotti che favoriscono l’emissione
di radici da parte delle piante, aumenta notevolmente la probabilità
di attecchimento della sua talea, così come la coltivazione
in letto caldo, cioè un terreno di coltura con temperatura più mite data dal
processo di trasformazione anaerobica del letame interrato e dal suo rilascio
di calore.
fonte: Realizzare talea di lavanda
http://www.giardinaggio.net/giardino/domande-e-risposte-giardino/riproduzione-lavande-varie-specie.asp#ixzz3xbgh1N1H

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