LONGOBUCCO

ll nome del paese deriva dal latino longa bucca (ossia “lunga concavità”) che a sua volta si riferisce al nome del torrente Macrocioli, dal greco bizantino makrokoilos (che significa “lunga cavità”).Un paese un villaggio erano una comunità…compatta.cropped-20151007_144646-12.jpgSituato nella Sila Grande e immerso nel Parco Nazionale della Sila, Longobucco (Cs) sorge ai piedi del monte Castello, a circa 780 metri sopra il livello del mare.

L’origine del nome potrebbe derivare, secondo uno studioso, dalla traduzione bizantina del fiume Macrocioli che collega il paese alla Sila, per cui deriverebbe “longa bucca”; cropped-PIC_0478-300x55mentre secondo un altro esperto, deriverebbe dalla denominazione germanica di Longoburgo, introdotto durante la dominazione sveva, periodo oltretutto di intensa estrazione delle miniere d’argento. A quest’ultime si lega la storia del paese, infatti in epoca magno-greca i Crotoniati si rifornivano del prezioso metallo per coniare le monete del tempo, ne testimoniano i documenti relativi all’Argentaria del XII secolo.
Furono molti i personaggi illustri che si recarono a Longobucco per motivi legati all’argento, come ad esempio l’imperatore cropped-PIC_1211-1024x186Enrico IV, il quale inviò un suo familiare (Pietro di Livonia) per sovraintendere il mercato dell’estrazione dell’argento; l’Abate Gioacchino, che richiese la realizzazione di alcuni calici destinati all’abazia di San Giovanni in Fiore; inoltre troviamo documentato il maestro Giovanni da Longobucco, che nella seconda metà del XIII secolo realizzò la Croce Processionaria, raffigurante sul davanti il Cristo e sul retro l’Agnus Dei, attualmente esposta nella Cattedrale di San Marco Argentano.
Le miniere d’argento di Longobucco furono di volta in volta di competenze dei feudatari che si avvicendarono nel tempo, ma sempre considerate le principali dell’intero regno, fino al 1826 circa, quando il barone Compagna tentò di recuperare le risorse argentifere e per gli elevati costi abbandonò l’impresa. Centro agricolo dell’alta valle del Trionto, nella catena montana culminante con il monte Paleparto, la vetta più alta della Sila Greca (1481 metri). Le montagne che circondano Longobucco sono ricche di vari minerali. cropped-PIC_0478
Da secoli Longobucco è nota oltre che per la lavorazione dell’argento, anche per la produzione artigianale dei tessuti. Utilizzando i tradizionali telai, le donne locali ancora oggi confezionano con lana, seta o cotone bellissime coperte e morbidi tappeti dai motivi antichi. In particolare la tessitura della ginestra che a Longobucco primeggia su tutta la regione, un tempo in questo paese esisteva un ginestrificio, che trasformava le piante, nate spontaneamente sulle pendici delle montagne, in fibre che poi venivano lavorate al telaio.
cropped-neve-300x55
Da visitare il santuario di Santa Maria Assunta rifatta in forme barocche, mentre conserva un campanile del Cinquecento.

Monumenti e luoghi d’interesse10845601_10204194198081231_8817213306281290579_o

Museo dell’artigianato silano e della difesa del suolo: ha sede a Longobucco nella bella cornice dell’ex convento dei Frati Francescani minori, costituisce un altro concreto passo nel cammino della diffusione della conoscenza del territorio della Sila e della sua popolazione. Il Museo si configura quale vera e propria vetrina che mette in luce le peculiarità dell’area dell’altopiano silano con particolare attenzione a tutte le tematiche connesse all’artigianato locale (la lavorazione dei tessuti, quella dei metalli e l’oreficeria, la lavorazione del legno e della pietra) e la difesa dell’ambiente. Molti luoghi del centro abitato di Longobucco rivestano un’importanza storica di rilievo. Infatti il paese rivestì un ruolo molto importante durante il brigantaggio: nativi di Longobucco erano i feroci briganti Palma, Faccione, Santoro, che si faceva chiamare Re Coremme. Durante il fascismo vennero confinati in questo paese alcuni dignitari Etiopi che avevano avuto importanti ruoli nella resistenza al colonialismo fascista. Ogni anno nel mese di settembre si svolge la fiera di Puntadura.Catturalon

Le attività più sviluppate sono l’agricoltura, la tessitura dei tappeti, la lavorazione del legno e l’edilizia. Interessanti prospettive sono offerte anche dal turismo naturalistico, per i boschi e le sue montagne incontaminate facenti parte del Parco nazionale della Sila. Fra le lavorazioni artigianali si distinguono la lavorazione del ferro battuto, del legno, della pietra e la fabbricazione di tessuti di lana, cotone e seta, tessuti e ricamati a mano con un ricco repertorio di disegni antichi e moderni. Esiste in paese una mostra permanente di tessuti artigianali.
Gli anni cinquanta coincisero con uno sviluppo demografico, dovuto anche alla favorevole congiuntura a livello nazionale, rilanciando il paese dal punto di vista economico.
Successivamente a questa congiuntura la popolazione ha subito un consistente flusso migratorio, anche a causa di una cattiva gestione della montagna, così che gli abitanti si sono ridotti da oltre 8.000 agli attuali 3.466. Buona parte del suo territorio oggi fa parte del Parco nazionale della Sila.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...