SCIRUBETTA

la scirubetta, il primo dolce freddo della nostra Storia.Foto-0176
non viene dal Nord bensì dal profondo Sud,
la Calabria.
Di neve…di quella più pura,
da raccogliere appena caduta

Nei freddi inverni Longobucchesi, alcuni testardi montanari, pensavano bene di raccogliere la neve abbondante per conservarla in luoghi ad altitudine elevata*. In questi luoghi veniva recuperata una fossa abbastanza profonda, successivamente coperta di paglia e frasche, adibendola in modo rurale ad uso di deposito. La neve fresca andava battuta con forza per essere poi coperta con altra paglia ed altre frasche.

Non tutti potevano svolgere questa mansione, chi si appropinquava a farlo doveva essere munito di previa autorizzazione del comune, il che comprendeva anche il pagamento di un canone.

Si otteneva in estate da questa neve, detta ciciarusa ( In granuli) la Scirubetta, una  sorta di granita, a cui venivano aggiunti aromi vari ed ovviamente zucchero.  A volte veniva confezionato uFoto-0175n sorbetto più complesso, ovviamente nei luoghi pubblici, più in generale però, la neve veniva in estate trasportata dai muli anche fuori dal paese. In alcuni casi veniva anche utilizzata a scopo curativo.Foto-0176-150x150

*Una neviera si trovava in una zona denominata Macchja e ru catarraru

   ♦ Per saperne di più.

Il modo di dire U nna porta niva a Paluri (non porterà a termine il progetto) è legato al fatto che le alte temperature non permettevano l’arrivo della neve in paese, appunto a Paludi.

Foto-0177-125x125Come succedeva per molti soprannomi, anche questo mestiere originò una razza, appunto i Nivari.

da noi si è sempre CREDUTO che bisognava aspettare la terza nevicata,
per poter prendere la neve ,
perchè nelle le prime due nevicate la neve è contaminata (più sporca).
bè questo anno abbiamo avuto solo 2 perturbazioni nevose poco rilevanti.
è il caso di rinverdire un’usanza gastronomica cara ai nostri
nonni e a quanti di noi sono riusciti da piccoli
a raccogliere gli ultimi scampoli di un’antichissima tradizione,
persistente solo lì dove è ancora possibile reperire la neve più pura

Il nome scirubetta proviene dal turco “sharbat”
che significa “bevanda”, termine a sua volta derivato dall’arabo
“sharbat”, da cui originano anche le parole italiane
“sciroppo” e “sorbetto”.
A variare sono gli aromi e i gusti da conferire alla candida materia prima,
che nei paesini di montagna  si è soliti raccogliere direttamente
sul tetto di casa,
La preparazione tradizionale della scirubetta prevedeva
la raccolta della neve  in un vassoio
le varianti di scirubetta di neve con succo d’aranciaFoto-0175
(frutto invernale per definizione) o di limone e zucchero,
oppure ancora con caffè e zucchero, o infine con cioccolato.
Avrete quindi capito
che la scirubetta
altro non è che la prima forma di gelato mai preparato, a base di neve raccolta in natura .IO PREFERISCO IL SUCCO D’AMARENE  PER CONDIRE IL MIO SORBETTO………DI NEVE…………………..SCIRUBETTA

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