longobucco

Le montagne che circondano

ImmagineLongobucco sono ricche di vari minerali. La galena argentifera (70% piombo, 0,0751 argento) veniva già estratta da Sibariti, Crotoniati e Romani per la produzione delle monete d’argento. . I primi documenti relativi all’Argentera risalgono al XII secolo. Nel 1197 l’Imperatore, Enrico VI, inviò in oppino nostrolon Longoburgi Pietro di Livonia, suo “familiare”, per sovrintendere all’estrazione del prezioso minerale. Durante la dominazione angioina, il lavoro nelle miniere proseguì con maggior vigore. Nel 1268 furono estratte 103 marche e 7 once d’argento puro. Nel 1282 re Carlo, impegnato nella guerra del Vespro, assoldò trenta minatori di Longobucco per i faticosi lavori di trincea. Persino Gioacchino da Fiore si recò nella cittadina silana per la lavorazione d’alcuni calici. I maestri argentari locali erano famosi in tutto il Meridione. Notissimo il maestro Giovanni da Longobucco, autore della croce processionale, in argento, del Duomo di San Marco Argentano.
Dopo alterne vicende, nel 1505 le miniere “le principali dell’intero Regno” furono concesse a Galeazzo Caracciolo di Napoli. Nel 1566 l’Argentera ritornò sotto la giurisdizione della Regia Corte. Verso il 1650 i costi della lavorazione cominciarono a sfosuperare i guadagni. Agli inizi del XVIII secolo alcuni minatori tedeschi riesplorarono i vecchi “pozzi”. Nelle miniere si lavorò, più o meno intensamente, fino al 1783. Nel 1826 il barone Compagna tentò di rimettere in attività l’antica Argentera, ma già due anni dopo l’impresa veniva definitivamente abbandonata.
Fra XV e XVI secolo la Regia Corte possedeva cinque miniere: dintorni di Longobucco, Reinella, Serra Stuppa, Lagonia e Fossi Loco. Inoltre apparteneva al Demanio la difesa detta “Vallone di Macrocioli”, sede dei forni, del deposito e della serra. Nei terreni dell’Argentera era vietato tagliare legna, pascolare, seminare, pescare. Non si dovevano manomettere i canali. Agli abitanti di Longobucco era concesso di tagliar legna esclusivamente per uso familiare. Sui lavoratori delle miniere la Regia Corte aveva giurisdizione civile e criminale. Nessun tribunale, ufficiale o barone poteva intromettersi.
Nelle miniere si lavorava da marzo a giugno. Il 29 giugno, festività di San Pietro e Paolo, i minatori abbandonavano galanza ed arnesi per dedicarsi alla mietitura delle loro messi. A metà agosto ritornavano in miniera. Lavoravano fino ad ottobre. Numerosi manufatti in Argento lavorati a longobucco sono stati spesso donati ai vari Papi che si sono succeduti,oltre la presenza nei vari musei di Napoli Una piccola ma preziosa quantita’ e visitabile presso la chiesa matrice di Longobucco Strabone nel iv libro della geografia afferma che tra le zone più ricche di minerale argento e rame e nella terra dei Bruzi e “themesen “Longobucco Dove vi e’ la più grande manifestazione di galena argentifera,coltivata nelle piu’ remota antichita’. Sembra che l’antica Sibari dovesse la sua potenza dell’argento grazie alle miniere di longobucco(Themesen) e da questi argenti venivano coniate le monete del IV Sec. A.C Le Miniere esistevano anche in epoca romanacropped-lCattura L’argentario citato da Livio si colloca nella zona La mineralizzazione e presente in una vasta area allungata nel territorio di Longobucco e in particolare nelle localita’ di Agutteria,Anghisto,Bhonia,Castello, Giardini,Fasone,Macrocioli,Regginella,San Pietro,Spartari. Per quando riguarda la presenza dell’Oro e presente in tracce nella mineralizzazione della galena argentifera La coltivazione delle miniere continuo ininterrottamente sotto i vari governi succedutosi fin verso la fine del settecento, Ad esse sono legati nomi famosi,nella
triontopiscinaseconda meta’ del Quattrocento durante la dominazione Aragonese concessionario delle miniere e Francesco Coppola il conte di Sarno poi giustiziato per la congiura dei baroni. Ai primi del cinquecento sotto la dominazione Spagnola L’appaltatore e Cesare Fieramosca fratello di Ettore. Durante la dominazione Austriaca il direttore delle miniere e il chimico Khetz uno dei piu’ noti del tempo. Sotto la spinta del governo Austriaco che vi fece venire numerosi Tecnici e Minatori dalla Sassonia,le coltivazioni subirono un notevole impulso,ma il terremoto del 1783 che colpi in modo disastroso la zona,segno la fine dell’attivita’ mineraria,succesive ricerche ai primi dell’800 anno dato esito negativo,il fatto che spesso le ricerche minerarie vengono fatte ignorando quando si era fatto in precedenza
BORGO D’ECCELLENZAvt1
Longobucco inserito nell’elenco dei Centri storici calabresi d’eccellenza suscettibili di tutela e di valorizzazioneIl 2011 sarà ricordato come l’anno della consacrazione per questo splendido borgo con l’inserimento nel Sistema Informativo Territoriale secondo il Codice dei Beni Culturali… Con la DGR n 44 del 10 febbraio 2011 in attuazione di vari accordi con il Ministero dei Beni Culturali ed attraverso gli studi qualificati quali identificazione dei Centri Storici all‘interno del progetto ATLAS redatto dal blogerpostMinistero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC); Elenco Borghi più belli d‘Italia definito dalla Commissione Associazione Nazionale Comuni d‘Italia; elenco elaborato dal Dipartimento PAU dell‘Università Mediterranea di Reggio Calabria le-cstagne-della-sila-150x150nell‘ambito dello studio svolto in attuazione dell‘intervento ?Individuazione dei centri storici, Longobucco è stato inserito nell’elenco dei Centri storici calabresi, suscettibili di tutela e valorizzazione per un preminente interesse regionale per il recupero, la riqualificazione ed il riuso dei centri storici rispettandone i valori culturali, sociali, storici, architettonici, urbanistici, economici ed ambientali, ed in attuazione del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e per perseguire gli obiettivi di tutela e conservazione, ed al contempo, supportare la gestione e la valorizzazione del patrimonio storico, immobile e mobile, nonché la sua promozione e la realizzazione di attività di carattere didattico, divulgativo e di ricerca.ucopia
“Longobucco mi apparve come una di quelle città da sogno delle Mille e una notte”(Norman Douglas). Il simbolo del borgo è la torre campanaria, tra le più antiche della regione. Ma si possono ammirare anche altri edifici, come palazzo Citino, con la sua facciata dalle caratteristiche “maschere”, o il palazzo de li nivuri” (dei neri) così chiamato perché dal 1937 al 1943 ospitò alcuni confinati etiopi. E fuori dall’abitato si dipanano i più belli e caratteristici sentieri del mondo come quello che conduce alla “foresta della Fossiata”,pan.longobucco2 dove fra corsi d’acqua, arbusti, frutta selvatica, animali di ogni tipo, sembra di trovarsi nella favola di Cappuccetto Rosso. Caratterizzano il centro storico di longobucco le tortuose “vinedde”, anguste viuzze che si intersecano e sovrappongono disordinatamente, sovente ostacolate dai “gafi”, le scale di accesso ai piani superiori, sopratutto nei quartieri più antichi (Motta, Terzuolo, Portacqua, Portamarina) il vero cuore storico dell’abitato. Fino agli inizi dell’800 il limite superiore dell’abitato era costituito, infatti, dall’odierna Piazza Matteotti, “U longobuccop7Campanaru”.Scendendo per via Motta, si arriva al “Casalino”, da dove si gode un ottimo panorama sull’ampia valle del Trionto. Risalendo, sulla sinistra, via dei Santi.. Ma il patrimonio monumentale di Longobucco è ben più vasto. innanzitutto, sono da osservare i magnifici palazzi che impreziosiscono in centro storico. Il già citato Palazzo Citino e la sua affascinante facciata con le caratteristiche “Maschere”. Molto interessante l’ampio arco di Palazzo De Capua-Forciniti. Ed ancora: Palazzo Mazza, in Largo Sfera; la classicheggiante terrazza di Palazzo Bruno; le bellissime dimore del XVII secolo di Corso Piazzetta e via Portacqua; Palazzo De Simone, in Piazzetta del Popolo; Palazzo Graziani, in largo Soprana e Palazzo Beccuti. tra i beni storici e monumentali di Longobucco spicca la Chiesa Matrice del XII secolo, dedicata a Santa Maria Assunta, dal 1960 Santuario Mariano. Molto bella la facciata in pietra nera con decorazioni in parte baroccate, in parte l’impronta romanica, come un piccolo leone accovacciato ( “il mostriciattolo”).Un vero è proprio scrigno di opere d’arte. Longobucco dunque a pieno titolo tra i borghi più antichi e più belli d’Italia suscettibile di tutela e di valorizzazione socio-antropologica.pan.longobucco4

PARCO AVVENTURA IN 2 MESI RECUPERATA STRUTTURA ABBANDONATA DA 30 ANNI
STASI: POTENZIAMO L’OFFERTA TURISTICA IONIO-SILA
LONGOBUCCO (Cs), Giovedì 17 Dicembre 2015 – Parco avventura, in circa 2 mesi è stato portato avanti un progetto di recupero e rifunzionalizzazione di strutture che giacevano abbandonate da circa 30 anni. Istallate le attrazioni ludiche (per adulti e bambini) l’infrastruttura prende forma. É in corso di ultimazione anche la struttura centrale, destinata a diventare la reception (con vendita di prodotti tipici) del Parco, aperta ad ogni utilizzo (ricettivo, di ristorazione, rifugio, etc.) da parte della società o associazione che si aggiudicherà la gestione complessiva dell’infrastruttura turistica. Recuperati e ristrutturati anche l’anfiteatro e il campetto da tennis. In Primavera saranno posizionati anche degli scivoli sull’erba, verrà ultimata l’area picnic (il percorso vita) per una fruizione ludica e turistica del patrimonio montano in tutte le stagioni dell’anno.pan.longobucco3
A darne notizia è il Sindaco Luigi STASI che sottolinea come il Parco Avventure sia strategicamente ubicato nel cuore dell’esteso territorio di Longobucco (che con i suoi 212kmq è il terzo comune più esteso della Calabria!), ad appena 10 minuti dal centro storico cittadino, a 20 minuti da Camigliatello Silano e, una volta ultimata la superstrada SILA-MARE, a 30 minuti dalla costa (Crosia-Fossa). L’infrastruttura si trova, infatti, in località Manca di Scrofa, in posizione baricentrica, a 1200 metri sul livello del mare, lungo l’asse territoriale di Longobucco che va dai 290 metri di località Manco ai 1700 metri di altitudine di Monte Altare.
205179_500029473351715_1551242300_nConsegnati i lavori l’Esecutivo procederà a pubblicare un bando di gara per la gestione privata dell’intera struttura. E sarà la stessa società aggiudicataria a gestire la fruizione delle attrazioni ludiche in tutta sicurezza, fornendo guida, assistenza e quanto necessario per usare le attrazioni ludiche del Parco.
Per l’Amministrazione Comunale guidata da Luigi STASI si tratta di una importante scommessa turistica sulla montagna e sul potenziamento dell’offerta Ionio-Sila. Il Parco Avventura di Longobucco sarà, infatti, l’unico della Sila Greca ed il più grande ed importante della Sibaritide.
2 chilometri di pista per lo sci da fondo, un laghetto artificiale per pesca sportiva, altane per lo studio della fauna, un arboreto di 70 ettari, 12 sentieri per escursionisti, una riserva per lupi. Sono, questi, gli altri interventi che si inseriscono nel più ampio progetto di riqualificazione dell’area. – (Fonte/Lenin MONTESANTO – Comunicazione & Lobbying).

Energia, Longobucco un caso nazionalecropped-PIC_1211-1024x186

Energia, Longobucco un caso nazionale

Un consolidato luogo comune vuole che il profondo Sud sia sinonimo di arretratezza, degrado, disoccupazione e malavita. C’è del vero in questa opinione, e tuttavia la realtà è sempre più complessa e sfaccettata della sua rappresentazione. Nel Mezzogiorno germogliano, infatti, a macchia di leopardo, anche realtà locali di eccellenza che hanno sposato l’innovazione in diversi settori della vita associata.

Un esempio per tutti viene da Longobucco, Comune di 3250 anime in provincia di Cosenza, che è impegnato da tempo nell’attuazione di progetti su qualità della vita, efficientamento energetico, risparmio di risorse pubbliche e tutela dell’ambiente. Grazie al Sindaco Luigi Stasi, le buone intenzioni stanno diventando realtà.

È quanto si legge nell’articolo pubblicato ieri sul sito dell’Ancitel, struttura operativa dell’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), testata giornalistica web nazionale punto di riferimento per i comuni italiani.

20160117_102009Soddisfatto dell’importante riconoscimento nazionale il Sindaco Luigi Stasi coglie l’occasione per annunciare un nuovo ed importante step nell’ambito di questo intervento. L’Amministrazione Comunale, infatti, sta valutando l’ipotesi di estendere agli edifici privati, il teleriscaldamento, progetto già virtuosamente impiegato in cinque edifici pubblici (il municipio, il liceo scientifico, la biblioteca, la scuola media e l’edificio polifunzionale).

Proseguiremo – aggiunge – sulla strada dell’efficientamento energetico con questo nuovo progetto, altrettanto ambizioso. I tecnici valuteranno la fattibilità – conclude Stasi – dopo l’eventuale approvazione da parte del Ministero competente.

Nell’articolo si sottolinea come nel Paese silano si siano realizzati, o siano in programma, diversi progetti di qualità e di sviluppo sostenibile in materia di tutela ambientale e di promozione di opportunità di lavoro durevoli.118526NOVTIMBAMACROCIOLI

A Longobucco – si legge ancora nel pezzo dell’Ancitel – sono stati realizzati importanti interventi. Il primo, del valore di 1,3 milioni di euro finanziati dal Ministero dell’ambiente, riguarda la riqualificazione energetica degli edifici comunali; il secondo, di 700 mila euro, finanziato dal Ministero per lo Sviluppo Economico, consiste nella realizzazione di un impianto di cogenerazione alimentato dagli scarti del sottobosco e dell’industria boschiva. Risultato: le strutture pubbliche sono state efficientate mediante sistemi d’isolamento termico a cappotto; sostituiti anche gli infissi obsoleti con nuovi a taglio termico in alluminio e triplo vetro e i vecchi termosifoni da sistemi di distribuzione del calore a bassa temperatura, alimentati da reti di teleriscaldamento che fanno di Longobucco, così come è stato riconosciuto su riviste specializzate nazionali, un paese all’avanguardia in Calabria e nel Sud.

Fonte CN24TV
Link
http://www.cn24tv.it/news/127318/energia-longobucco-un-caso-nazionale.html

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