AZIENDA AGRICOLA MULTIMEDIALE

I PARAMETRI DI SELEZIONE PER ATTINGERE AI FONDI EUROPEI ,
PER UNA PICCOLA AZIENDA COME LA MIA CON PRODUTTIVITà IRRISORIA DOVUTI AGLI
SVANTAGGI DELLA MONTAGNA ,
ED INPARTICOLARE DELL’INSUFFICIENZA IDRICA DEL MIO FONDO AGRICOLO.
PROBLEMI SOSTANZIALMENTE DI POCO CONTO ,
A CONFRONTO DELLA FEROCIA DELLA BELVA BUROCRATICA, NON CHè RIFERIMENTI DI LEGGE NON
ADEGUATI ALLE ULTIME NORMATIVE EUROPEE, PREZZARI AGRICOLI,CONTEGGIO UNITà LOVORATIVE UOMO PER ETTARO (ULU)
ANACRONISTICI,
ATTIVITà CONNESSE NON CONSIDERATE,
SEI QUI IN CALABRIA DOVE IL CELO E AZZURRO TUTTI LAVORANO
TUTTI…..SPIACCICANO PAROLE NEL PERIODO ELETTORALE …….AMBIENTE
NATURA ,CULTURA ,TRADIZIONE ,
ANTICHI MESTIERI, PRODOTTI DI NICCHIA,
TURISMO, SALVAGUARDIA AMBIENTALE,CULTURA,
E CIAO CI RIVEDIAMO FRA 5 ANNI O FORSE PRIMA
L’impresa agricola multifunzionale
Con l’entrata in vigore del D. Lgs. 18-05-2001,
n° 228, La nuova disciplina applicabile al settore prevede,
a fianco della funzione prioritaria
volta alla produzione di beni agroalimentari,
attività dirette a salvaguardare il territoriorurale e la
produzione di nuovi servizi di natura turistica,
ricreativa e sportiva che
valorizzino l’ambiente.
Ciò con riguardo, ad esempio,
all’attività agrituristica,
all’attività di vendita al dettaglio,
al ruolo di conservazione e valorizzazione del territorio
e del patrimonio rurale e
forestale, di ricezione ed ospitalità
e a nuovi servizi per la collettività sia in ambito
rurale che in quello urbano. Con l’entrata in vigore
del D. Lgs. 18-05-2001, n° 228,
nell’art.1 assumere compiutamente attività
connesse “…….“……. dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione,
commercializzazione e valorizzazione che abbiano per oggetto prodotti ottenuti
prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o
dell’allevamento di animali,
nonché le attività dirette alla fornitura di beni
o servizi mediante l’utilizzazione
prevalente di attrezzature o
risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività
agricola esercitata,
ivi comprese le attività di valorizzazione
del territorio e del
patrimonio rurale e forestale, non solo
rivolte alla produzione, ma dirette alla gestione
del territorio e alla fornitura di nuovi
beni e servizi alla collettività.
L’art. 14 consente in specifico l’instaurazione di collaborazioni
tra enti pubblici ed agricoltori prioritariamente con lo scopo di promuovere
le vocazioni produttive del
territorio, la tutela delle produzioni di qualità e delle tradizioni locali,
quindi delle
tradizioni e dei prodotti tipici, biologici e di qualità
che distinguono determinati distretti

agroalimentari. reddito aziendale

L’imprenditore agricolo è stato tradizionalmente “confinato”
dal nostro ordinamento
all’esercizio delle attività di coltivazione, silvicoltura,
allevamento con la possibilità di
svolgere solo quelle ulteriori pratiche rientranti
nel normale esercizio dell’agricoltura
(art. 2135 del codice civile approvato nel 1942).
Solo negli anni ’90 il Parlamento ha avviato un deciso disegno di revisione
della materia
in concomitanza con gli indirizzi comunitari legati ad “Agenda 2000” e con le nuove
tendenze a livello nazionale per la innovazione – semplificazione della macchina
pubblica e per la riqualificazione dell’imprenditoria a sostegno dello sviluppo
economico.
Così, dapprima con la legge delega n. 59/1997, poi definitivamente con la legge n.
57/01, venivano indicati al Governo gli obiettivi di orientamento e ristrutturazione del
CASTAGCsettore, mutuando dalle linee programmatiche europee per lo sviluppo rurale, i
principali ambiti destinati alla nuova impresa agricola;
fra gli obiettivi prioritari veniva
esplicitata la necessità di incentivarne il ruolo multifunzionale
anche per indirizzare
l’imprenditoria locale ad attività legate al territorio.
Con l’entrata in vigore del D. Lgs. 18-05-2001, n° 228, viene definitivamente innovato
il concetto di imprenditore agricolo attraverso la modifica dell’art. 2135 del codice civile
e viene ridisegnato il suo ruolo nella conduzione dell’azienda.
La nuova disciplina applicabile al settore prevede, a fianco della funzione prioritaria
volta alla produzione di beni agroalimentari, attività dirette a salvaguardare il territorio
20150820_074453rurale e la produzione di nuovi servizi di natura turistica, ricreativa e sportiva che
valorizzino l’ambiente.
Ciò con riguardo, ad esempio, all’attività agrituristica,
all’attività di vendita al dettaglio,
al ruolo di conservazione e valorizzazione del territorio
e del patrimonio rurale e
forestale,
di ricezione ed ospitalità e
a nuovi servizi per la collettività sia in ambito
rurale che in quello urbano.
Il punto chiave è la nuova definizione di imprenditore agricolo contenuta nell’art. 1 del
decreto, che legittima l’azienda agricola ad assumere compiutamente attività
connesse “…….
dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione,
commercializzazione e valorizzazione che abbiano per oggetto prodotti ottenuti
prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco
o dell’allevamento di animali,
nonché le attività dirette alla fornitura
noci2012di beni o servizi mediante l’utilizzazione
prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività
agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del
patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla
legge”.
Nascono quindi nuove competenze e opportunità per l’imprenditore agricolo non solo
rivolte alla produzione, ma dirette alla gestione del territorio e alla fornitura di nuovi
DILLOA CASTAGNAbeni e servizi alla collettività.
1.2 – Le attività extragricole di manutenzione del territorio
La generica definizione di attività connesse che il decreto fornisce lascia ampio spazio
alle tipologie di servizi che l’agricoltore può assumere, mantenendo comunque
prioritario l’utilizzo di risorse e mezzi che normalmente vengono impiegati nell’attività
agricola principale.broc2
Grazie all’introduzione del concetto di attività connesse, lo stesso Decreto legislativo
rende possibile con gli artt. 14 e 15 la stipula di veri e propri contratti di appalto e
convenzioni tra aziende agricole e pubbliche amministrazioni.
Se dal punto di vista degli enti pubblici si apre la possibilità di instaurare rapporti di
collaborazione con chi vive e sviluppa la propria attività sul territorio, con conseguenti
maggiori garanzie di custodia e salvaguardia dello stesso, dal punto di vista
dell’imprenditore agricolo si crea la possibilità di svolgere attività, appunto connesse
alla normale attività agricola, che permettono l’integrazione del reddito aziendale
“tipico”, quindi il rafforzamento e lo sviluppo delle imprese.Image65
L’art. 14 consente in specifico l’instaurazione di collaborazioni tra enti pubblici ed
agricoltori prioritariamente con lo scopo di promuovere le vocazioni produttive del
territorio, la tutela delle produzioni di qualità e delle tradizioni locali, quindi delle
tradizioni e dei prodotti tipici, biologici e di qualità che distinguono determinati distretti
agroalimentari. Questo apre la strada ad una maggior partecipazione degli agricoltori
all’organizzazione e gestione di eventi promozionali rivolti in particolar modo al
azieconsumatore finale, e un avvicinamento alla fase di programmazione attivata dagli enti
pubblici territoriali.
Con l’art. 15, invece, l’ente pubblico può sottoscrivere convenzioni e conferire appalti
direttamente all’agricoltore per lo svolgimento di attività finalizzate alla sistemazione e
5
manutenzione del territorio in senso generale, quindi alla salvaguardia del paesaggio
agrario e forestale, alla cura ed al mantenimento dell’assetto idrogeologico e pertanto
prestazioni per la tutela della vocazioni produttive presenti.
Interpretando la definizione tipologica fornita dalla legge si richiama ora un elenco
delle possibili attività di servizio di sicuro interesse, estrapolando la relativa descrizione
dalla classificazione ufficiale dell’Unione Europea:fondoagricolo
−sfalcio, pulizia e manutenzione in parchi, giardini, zone a verde,
−taglio alberi, potatura e servizi connessi alla silvicoltura,
−pulizia fossi, scoline, pozzetti e cigli stradali,
−sgombero neve e materiali ingombranti,
−manutenzione viabilità minore e sentieristica,
−manutenzione assetto scoli e canali di drenaggio,
−manutenzione impianti sportivi,
−protezione e miglioramento ambientale,
−salvaguardia della fauna selvatica.
I lavori ed i servizi sopra elencati, possono essere effettuati con
“l’utilizzazione
prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda,
normalmente impiegate nell’attività
agricola esercitata”
(art. 2135 del Codice Civile). Ciò comporta la verifica da parte
dell’amministrazione pubblica della adeguatezza della dotazione di macchine, mezzi e
triontopiscinamateriali posseduti dall’azienda agricola con cui si appresta a sottoscrivere un appalto
di servizi in rapporto ai contenuti e all’oggetto contrattuale.
Contestualmente occorre verificare l’affidabilità tecnico-funzionale ed il rispetto delle
norme di sicurezza per le attrezzature necessarie.
La presenza del concetto di “prevalenza” lascia comunque la possibilità all’azienda
agricola di utilizzare anche attrezzature o risorse non proprie, quindi la facoltà di
noleggiare mezzi ed acquisire risorse non necessariamente impiegate nella propria
attività produttiva agricola.

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