INIZIO BONSAI

BONSAI ACERO BIANCO BNS

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SUI

BONSAI NEI VARI

FORUM

DI PROFESSIONISTI ,
IO AVEVO MALDESTRAMENTE
INIZIATO AD AVVICINARMI BNFGH
ALLE TECNICHE BONSAISTICHE ,SENZA LEGGERE NULLA
ECCO PERCHè MI SONO RITROVATO I 2 BONSAI DI CASTAGNO,
UNO L’HO REGALATO L’ALTRO C’è L’HO’ANCORA PER IL PRIMO ANNO L’HO MESSO NEL VASO ADATTO AD I BONSAI,CONCIMANDOLO CON TERRICCIO DI CASTAGNE ,SENZA TAFLIARE LE RADICE ,HO LETTO IN UN FORUM CHE LA CASTAGNA è
UNO DI QUEGLI ALBERI CON RADICI ROBUSTE CHE FORSE è MEGLIO LASCIARE STARE .IL BONSAI DI REGGIOLA IL SEME ERE UN FRUTTO DELLA REGGIOLA,DA QUI IL NOME REGGIOLINO 0.1 ZERO TUNTO UNO PERCHè ANCORA NON MI RITENGO ESPERTO IN MATERIA
MA IL BONSAI C’è A QUANTO PARE PER CHIAMARLO BONSAI DEVONO LA PIANTA DEVE AVERE ALMENO CINQUE ANNI SPERAVO CHE IL TESTO CHE AVEVO SCRITTO BASTASSE PER LE IMG….. MI TOCCA COPIARE DA QUALCHE ImmaginePARTE DALLE NOTIZIE DEGLI ARTICOLI PRECEDENTI ,FRUTTO DI RICERCHE SUL WEB …….L’azienda agricola è situata in montagna(800m. s.l.m) nel comune di BLogobucco, si estende su una superficie totale di 1,83Ha . I terreni sono investiti a castagneto frutto 00.49Ha(part.n35) in seminativo le( particelle158,e183,60 )
di 00.57.30Ha ,00.28.70 Ha,e00.31.50Ha in seminativo arboreo la (part.36)di 00.16.50Ha,ma fino a oggi la quantità investita vera è il castagneto ,e una parte investita come orto familiare con le rispettive colture di orticole tradizionali in esso anche varie specie arboree in tutto la superficie sfruttata è un terzo della superficie effettiva.
BNSR

Per realizzare un bonsai si parte da una pianta come specificato nell’articolo “Come iniziare un bonsai” che, dopo le prime cure, possiamo definire “Prebonsai”, in fine, dopo alcuni anni di trattamenti, vediamo realizzata la nostra opera.

In queste tre fasi di lavorazione vanno usati dei vasi idonei per ogni periodo: nei primi anni di impostazione e di crescita si deve usare un vaso di plastica o terracotta, abbastanza grande e senza alcun valore estetico per dar modo alla pianta di svilupparsi il più in fretta possibile; nel secondo periodo di prebonsai, si sceglie un comune vaso di terracotta ma più basso e più largo del primo; soltanto quando la pianta è degna del nome “Bonsai”, cioè dopo molti anni di lavorazione, va usato il vaso definitivo specifico per bonsai. Va sottolineato che qualunque vaso venga utREGCOMilizzato, esso deve avere un drenaggio perfetto, l’acqua deve fuoriuscire con facilità senza il minimo ristagno.

Molti principianti, con la smania di mostrare troppo in fretta la loro opera, usano vasi troppo piccoli già all’inizio di sviluppo della pianta; questo è un errore molto grave perché implica un superlavoro per il bonsaista e preclude alla pianta di svilupparsi normalmente e velocemente.

Come facilmente si può osservare, sfogliando un catalogo o recandosi da un rivenditore, ci sono vasi per bonsai di moltissime forme, colori e misure, tanto da disorientare e confondere anche un bonsaista esperto; ci sono però delle regole e dei canoni, sviluppati nel tempo, prestabiliti dai grandi maestri di bonsai; di seguito ti elencherò alcune regole fondamentali per una scelta ottimale.SD

  • Il vaso ha la funzione di esaltare la bellezza della pianta senza preponderare su di essa, accordandosi armonicamente e con discrezione; è vero che l’occhio dell’osservatore deve notare anche il vaso ma deve soprattutto essere attratto dalla silhouette del bonsai.

  • Deve essere delle giuste proporzioni e accompagnare la pianta con discrezione e semplicità; per questo non deve essere troppo decorato e i suoi colori devono accordarsi con quelli della pianta.

  • La profondità del vaso deve essere uguale al diametro della base del tronco; se si tratta di un gruppo di piante, la profondità deve essere uguale al diametro della pianta più grande.

ma questo mi o hobby ,funziona come una valvola di sfogo,è inutile rammentarvi i miei link vecchi ,i miei blog sono sempre riconoscibili dalle solite immagini che si ripetono  ,img di un’ azienda agricola multimediale ,multimediale per l’enorme quantitativo,(spazzatura mediatica)di
multimedialità ,dai post,ai video,foto da un pò di temo cerco di curare la grafica del blog con il testo dovuto per una visualizzazione di una grafica migliore ok clima l’abbondanza della vegetazione fanno di Longobucco ,nei mesi estivi ,un luogo piacevolissimo di rigenerazione fisica e spirituale .Interessantissime sono l’escursioni che si possano fare sulle cime vicine, facilitate da una vasta rete di sentieri che offrono il massimo godimento estetico e

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