LA VESUVIANA

IL nome fà già intendere perchè20160713_132847-1 viene nominata vesuviana.una macchinetta per fare il caffè senza guarnizioni ,modello vesuvio 20160714_064610-1in effetti il rumore del caffè quando esce da questa antica macchinetta da caffè ,è simile ad una eruzione del vulcano da qui il nome vesuviana,il  modello vesuviano è un modello vecchio di almeno cento anni tanto è difficile vederne ancora qualche modello ancora in uso,io in questi giorni  ho avuto il piacere di provare il caffè ,uscito da questa macchinetta, e devo dire che il caffè non è poi cosi male.20160714_064610 20160714_064633 20160714_064648 20160714_064648-1 20160714_064724 20160714_065906 20160714_070140 20160714_190731Il lupo della Sila è inutile mensionare la fonte del testo ,perchè è un testo riempitivo ,che fà da cornice alle immagini che inserisco nel post.tratto dal famoso……
Il lupo è diffuso su tutto l’altopiano grazie anche alla presenza delle fitte foreste, nelle quali la
specie trova rifugio. E’ sempre utile, quando si parla del Lupo sfatare alcuni luoghi comuni che
rendono ancora oggi questo animale inviso a gran parte della gente e soprattutto ai contadini ed ai
pastori che, addebitandogli continui attacchi al bestiame domestico, lo perseguitano con ogni
mezzo. Va subito detto, a questo proposito, che la dieta del lupo italiano, documentata attraverso
ricerche scientifiche sul campo, è ben diversa da quanto si potrebbe immaginare: il 50-60%
(addirittura il 70-80% in inverno) del suo sostentamento proviene dagli avanzi di cibo presenti nelle
numerosissime discariche di rifiuti solidi urbani poste attorno ai paesi, mentre appena il 4,8%
(addirittura lo 0,8% in inverno) è dato dalla predazione sul bestiame domestico; per la restante
parte si tratta di piccoli mammiferi selvatici, cani e vegetali. Tuttavia, per quanto nella maggior
parte dei casi le ricerche di risarcimento per presunti danni subiti dai contadini e dai pastori sia
addebitabile a veri e propri tentativi di truffa, non è raro rinvenire pecore, capre, vitelli uccisi. E’ da
chiarire però che la gran parte di queste uccisioni è da addebitarsi non ai Lupi, bensì ai cani
inselvatichiti, presenti sul territorio calabrese in numero di circa 39.000 (contro un centinaio di lupi)
e privi di quel timore ancestrale nei riguardi dell’uomo che è tipico del Lupo, proprio a causa del
fatto che essi provengono solitamente da cucciolate di cani pastori abbandonati dal padrone.20160714_064633-1
Ultima fandonia da smentire decisamente è quella fattasi strada ormai da diversi anni e seconda la
quale lupi canadesi, siberiani e di chissà quale altre provenienza siano stati paracadutati in Sila,
come sulle altre montagne appenniniche dalla Forestale: reintroduzioni di lupi non sono mai state
tentate né in Italia né in Europa e comunque in Calabria sarebbero del tutto inutili ed anzi deleterie
vista la presenza di esemplari autoctoni1.

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